Relazioni transatlantiche e tariffe di Trump

In attesa del “tariff showtime” della neo-amministrazione, un punto sulle relazioni commerciali in essere tra Unione Europea e Stati Uniti

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Oggi, 2 aprile, c’è grande fermento internazionale per l'attesissimo annuncio da parte del Presidente Donald Trump della nuova lista di tariffe sulle importazioni USA dall’estero, che andranno a colpire con aliquota tra il 20% e il 25% l’Unione Europea e gli altri partner commerciali statunitensi.
Le nuove misure saranno in vigore sin da subito e verranno annunciate nel corso di un evento dedicato, che alcuni analisti hanno ribattezzato il “tariff showtime”, in programma presso il Rose Garden della Casa Bianca.

L’ultima tornata di dazi si somma alle misure già in vigore che hanno visto:

  • l’introduzione di tariffe del 25% sulle importazioni USA da Canada e Messico;
  • l’aumento del 10% dell’aliquota tariffaria sulle importazioni USA dalla Cina;
  • il ritorno a tariffe del 25% sulle importazioni USA di alluminio e acciaio;
  • l’introduzione di tariffe del 25% sulle importazioni USA di auto.

Su quelli che saranno i nuovi prodotti e i partner più colpiti aleggia ancora una notevole incertezza, ma a fronte delle minacce rivolte, del peggioramento delle relazioni transatlantiche e dello stato della bilancia commerciale bilaterale (si veda il precedente articolo Lo stato delle relazioni commerciali Italia-USA), indubbiamente l’Unione Europea è nel mirino dell’amministrazione americana.
Appare, dunque, utile fare il punto sullo stato delle relazioni commerciali esistenti tra l’Unione Europea e gli USA, e sulla composizione delle esportazioni europee verso il mercato.

Le esportazioni UE verso gli USA

Per le imprese europee il mercato americano occupa un peso significativo: con un valore di importazioni di 527 miliardi € nel 2024, gli USA sono stati, infatti, il primo mercato di destinazione extra-UE, assorbendo circa il 20% delle esportazioni rivolte ai mercati al di fuori dell'Unione e l’8% delle esportazioni europee complessive.

Peso del mercato USA sulle esportazioni europee
(quota %)

Fonte: ExportPlanning

In particolare, la quota delle esportazioni UE assorbita dagli Stati Uniti si è registrata in costante crescita dalla crisi del 2008 a oggi, con un’accelerazione di tale dinamica proprio nel post pandemia.

Il grafico che segue riporta i maggiori comparti dell’export europeo verso gli Stati Uniti, ordinati per i livelli dell’export in euro.

I settori che animano le esportazioni europee verso gli USA
(miliardi di euro)

Fonte: ExportPlanning

Al fine di evidenziare i settori nei quali l’esposizione UE appare più significativa, per ciascuno dei settori maggiormente esportati, si riporta anche il grafico relativo alla rilevanza del mercato USA per gli esportatori UE.

Peso del mercato USA per i settori più rilevanti
(quota %)

Fonte: ExportPlanning

Il primo settore in assoluto più significativo è quello dei Farmaci, che nel 2024 ha superato i 100 miliardi di euro di esportazioni europee, che si affianca a diversi altri prodotti della famiglia come la Farmaceutica di base, la Chimica di base Organica. Si tratti di settori in cui la rilevanza del mercato USA appare particolarmente significativa, a testimonianza degli ampi legami di filiera esistenti tra le due sponde dell’Atlantico.
Ai settori del Pharma in senso stretto, si associano inoltre una serie di comparti del Sistema Salute come le Siringhe e altri prodotti per la salute, Elettromedicali e Attrezzature medico-dentistiche.

Il secondo insieme di settori interessa indubbiamente i Mezzi di Trasporto: se per i veicoli finiti il mercato USA assorbe più del 20% delle esportazioni europee extra, tale valore diventa assai più significativo in termini di di filiera per le esportazioni di Motori e componenti per aerei e Autoveicoli, Aerei e Cantieristica navale.

Tra i Beni Industriali spicca l’esposizione per il segmento degli Strumenti e attrezzature per l'industria, Generatori-Trasformatori e Componenti meccaniche ed ottiche.

Sul fronte dei Beni di Consumo si segnala l’interessante caso delle Bevande Alcoliche. Esso appare sicuramente uno dei più esposti, con una quota del mercato USA che arriva a valere circa il 35% delle esportazioni europee extra-UE e quasi il 20% delle esportazioni europee complessive.

Conclusioni

Il 2 aprile è stato già ribattezzato da alcuni commentatori come il “D-Day”: il giorno dei dazi. Se solamente l’annuncio da parte dell’amministrazione USA potrà mitigare l’incertezza e permettere all’Europa di elaborare una risposta, appare ormai evidente come per gli Stati Membri gli Stati Uniti non siano più da considerarsi “alleati”.
Se infatti durante il primo mandato, la guerra commerciale di Trump si era concentrata prevalentemente sulla Cina, ora il Presidente ha adottato un approccio più ampio, coinvolgendo anche alleati, in primis Messico e Canada, e la stessa Europa.
In questo avvitarsi di tensioni geopolitiche e commerciali, l'Unione Europea saprà affrontare le negoziazioni con una posizione unitaria?